Buon Natale tra silenzio e rumore

Il Natale è già di per sé un ossimoro: tradizioni pagane si mescolano a quelle cristiane per creare un'atmosfera... surreale.
Dove qualcuno nasce; e si sa già che deve morire.
Ma il Natale è un ossimoro anche nei termini: il rumore si mescola al silenzio, invitando alla riflessione. E io quest'anno gli auguri te li faccio così: un po' con le parole, un po' con i suoni. Sssh.


Come ogni anno si fa un gran parlare del Natale.
E io mi tappo le orecchie ad alternanza per godermi rumore e silenzio.
Alla fine penso: "Non è che si fa troppo rumore su questo argomento?"

C'è chi sostiene che fare il copywriter non è solo incastrare le parole.
Come dargli torto?
Ma non dimentichiamo che le parole hanno un suono... e tante belle storie.

Le parole non sono certo giocattoli: assolutamente no.
Io quest'anno, però, con le mie amiche parole ho giocato un bel po'. 
L'ho fatto per lanciare un messaggio che suonasse di sorriso.
Quindi ti propongo un post che si divide bene tra s-s-silenzio e r-r-r-umore.
Come il mio umore.

Dunque senti bene.
E leggi a voce alta.
Queste parole tintillano già di per sé:

  • rumore - con tutte quelle "r" che rombano per sgorgare
  • silenzio - con quella "s" e quella "z" che sibilano dentro
  • sorriso - che riassume le prime due, mescolando rumore e sonno interiore

Magico no?
E allora facciamolo questo rumore sorridendo: iniziamo con gli slogan natalizi che ho condiviso sulla pagina Facebook.


Il rumore del sorriso
Il Natale m'ispira: non c'è niente da fare.
Direi ch'è un periodo prolifero e fertile - se non rischiassi di cadere nella blasfemia.
Qualche tempo fa, su questo blog, facevo notare com'è facile scivolare nell'ambiguità; e lo facevo con uno spirito tra il festivo e il festaiolo. Uno spirito vivo.
Come la risata del bambino.
Hai presente, no? Quella che riempie strade, vicoli e palazzi di una magia rara.
Una magia ch'è solo di Natale; sarà perché il bambino CI è anagraficamente più vicino?

Quest'anno, per smorzare la crisi, ho smorzato la candela creativa e ho coniato un po' di slogan.
Eccoli qui:



Niente d'impegnativo: come vedi, il tentativo è strappare quel famoso sorriso.
Ma se leggi bene fra le righe, negli slogan trovi parecchi tipi umani - non sempre di cattolici natali e (forse) manco pagani.

L'anno scorso mi sentivo più romantica; nel frattempo - di questo termine cui tutti aspirano - sono rimaste solo le prime due lettere "ro-". E, guarda caso, sono pure le iniziali del mio nome. 
Vuoi darmi della cinica?
Aspetta un momento: stiamo entrando nel silenzio.


Il silenzio della riflessione
Allora ragioniamoci su io e te.
Chiunque tu sia e in qualsiasi cosa creda, io sto parlando di atmosfera.
Spegni televisione, radio, PC.
E ripeti con me:

  • silenzio
  • soffice
  • soffuso
  • sonno
  • sogno
  • serenità
  • scia
  • stella
  • stupore

Ascolta bene.
S-s-s-civola sulle "s" come s-s-sulla s-s-s-litta.
Soffermati pure. Ripetile.
Inutile cercare di resistere e fare tanto rumore: questo è il momento del silenzio interiore.
Quello - devo dirtelo - proprio ci vuole.


Quindi...
... io - amante delle parole - ti consiglio un Natale di onomatopee soffuse e di silenzio goduto.
Perché la pace ti scivoli dentro come in un sogno nel sonno profondo. Ti concedo solo il rumore di un sorriso sereno che diventa fragore; o di un pianto sommesso alla luce di un cero soffuso.
Quello che ti auguro è serenità interiore che crei stupore; come una stella che lascia una scia per affrontare il nuovo anno e salutare quello che sta andando via.

Poi chi lo sa... giocando, giocando con le parole... sperando, sperando in bauli pieni di regali... potresti scoprire che Bauli non si pronuncia come credi; e metterti alla ricerca di altri nomi e dei loro misteri.